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Codice ATECO web marketing: quale e perché nel 2026

Guida ai codici ATECO per web marketing: 73.11.02, 62.01.00, 62.02.00, 74.10.21. Confronto utili per freelance e agenzie in regime forfettario o ordinario.

Di Iacopo Bonandi • 06/10/2026

Scegliere il giusto codice ATECO web marketing è un passaggio che molti liberi professionisti e piccole agenzie affrontano con incertezza. L’attività di consulenza web marketing tocca ambiti diversi — dalla strategia alla SEO tecnica, dalla gestione campagne alla creazione di contenuti — e l’Agenzia delle Entrate richiede una classificazione precisa. Un errore nella scelta può influire sull’inquadramento fiscale, sulla possibilità di aderire al regime forfettario e sulla coerenza percepita da un potenziale cliente che verifica la Partita IVA.

In questa guida mettiamo a confronto i codici ATECO più utilizzati da chi offre servizi di marketing digitale in Italia: descriviamo cosa copre ciascuno, quali limiti presenta e quali aspetti valutare insieme al proprio commercialista. Lo facciamo con un taglio pratico, pensato per chi deve prendere una decisione e non vuole perdersi tra circolari e tabelle. Ricorda che le indicazioni che seguono hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato.

Perché la scelta del codice ATECO non è neutrale

Il codice ATECO definisce la classificazione statistica ed economica dell’attività, ma produce effetti molto concreti. Determina:

Chi avvia un’attività di web marketing dichiarando un codice troppo ampio rischia di attrarre controlli o di vedersi contestare l’inquadramento. Al contrario, un codice eccessivamente restrittivo può escludere servizi che di fatto si offrono, come un audit SEO affiancato a una campagna pubblicitaria. Secondo l’analisi pubblicata su Flextax, molti professionisti del digitale si trovano a dover gestire più codici per coprire tutte le attività realmente svolte.

Confronto tra i principali codici ATECO del web marketing

La tabella seguente riassume i codici più frequenti per chi lavora nel digitale. L’obiettivo è darti una bussola per orientarti prima di rivolgerti al tuo consulente fiscale.

Codice ATECO Descrizione ufficiale Attività tipiche coperte Gestione previdenziale (regime forfettario) Coefficiente di redditività
73.11.02 Conduzione di campagne pubblicitarie Campagne Google Ads, social advertising, media buying, DEM Gestione Separata INPS 78%
62.01.00 Produzione di software non connesso all'edizione Sviluppo siti web, piattaforme custom, plugin Gestione Separata INPS 67%
62.02.00 Consulenza nel settore delle tecnologie dell'informatica Consulenza SEO tecnica, sistemistica, integrazioni software Gestione Separata INPS 67%
74.10.21 Attività dei disegnatori grafici di pagine web Web design, UI/UX design, grafica per social media Gestione Separata INPS 78%
73.11.01 Agenzie pubblicitarie a servizio completo Attività creativa e strategica integrata, brand positioning Gestione Separata INPS 78%
70.22.09 Altre attività di consulenza aziendale Consulenza strategica marketing, business coaching digitale Gestione Separata INPS 78%
74.90.99 Altre attività professionali NCA Attività digitali difficilmente classificabili altrove Gestione Separata INPS 78%

Codice 73.11.02: il più richiesto per il digital advertising

Chi si occupa principalmente di compravendita di spazi pubblicitari, gestione campagne pay-per-click o social media advertising trova nel 73.11.02 il codice più aderente alla propria attività. La classificazione include, ad esempio, il collocamento pubblicitario su internet e la conduzione di campagne per conto terzi. Come approfondito in questa guida sulle professioni digitali, si tratta di uno dei codici più utilizzati in assoluto da chi opera nel marketing online.

L’aspetto da valutare è che 73.11.02 richiede generalmente l’iscrizione al Registro Imprese come attività commerciale, con conseguente obbligo di tenuta delle scritture contabili. Un consulente puro che non compra né rivende spazi, ma fornisce solo analisi e strategia, potrebbe invece rientrare in codici diversi.

Codici 62.01.00 e 62.02.00: consulenza e sviluppo tecnico

Per chi si occupa di consulenza SEO tecnica — audit dei Core Web Vitals, ottimizzazione database, interventi lato server — i codici ATECO del gruppo 62 sono spesso i più indicati. In particolare, il 62.02.00 copre la consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica e viene usato anche per attività di installazione e configurazione.

Il coefficiente di redditività del 67%, più basso rispetto al 78% dei codici della sezione 73, può rappresentare un vantaggio in regime forfettario a parità di ricavi, perché riduce l’imponibile su cui vengono calcolate imposta sostitutiva e contributi. Non va però scelto per mera convenienza, ma solo se l’attività è realmente inquadrabile come tecnica e non pubblicitaria. Se il tuo lavoro include anche la realizzazione di siti web per professionisti, è probabile che tu debba affiancare un codice secondario come il 62.01.00.

74.10.21 e attività di design per il web

Il codice 74.10.21 è pensato per chi svolge prevalentemente attività creativa: realizzazione di interfacce, progettazione visiva di siti, produzione di grafiche pubblicitarie. È frequentemente affiancato ad altri codici per coprire tutte le anime del marketing digitale.

Chi realizza siti web su misura e poi ne cura la promozione dovrebbe verificare con il commercialista se sia sufficiente un codice primario o sia necessario dichiarare anche un codice secondario. Le attività di marketing digitale toccano così tanti ambiti che una classificazione sbagliata rischia di diventare un problema solo nel momento in cui l’azienda cresce e il volume d’affari diventa più visibile.

Cinque mattoni di argilla allineati su una mensola di legno verniciato, incisi ciascuno con una sigla ATECO. Quello più consumato, il 73.11.02, ha il bordo smussato e più impronte.

Ogni codice racconta un'attività differente. Scegliere significa conoscere i confini di ciascuno.

Regime forfettario e coefficienti di redditività: cosa cambia

Nel regime forfettario, il reddito imponibile si ottiene applicando ai ricavi incassati un coefficiente di redditività specifico per ogni codice ATECO. La differenza tra il 67% delle attività tecniche (62.01.00 e 62.02.00) e il 78% delle attività pubblicitarie e creative (73.11.02, 74.10.21) incide sull’importo netto su cui si pagano imposta sostitutiva e contributi previdenziali.

Un professionista che fattura 30.000 euro con codice 62.02.00 dichiara un imponibile di 20.100 euro (67%), mentre con 73.11.02 l’imponibile sale a 23.400 euro (78%). La scelta del codice comporta quindi un diverso carico fiscale annuale, motivo per cui è cruciale verificare il codice ATECO con il proprio commercialista prima di aprire la Partita IVA o modificare l’oggetto sociale. Guide come quella di Fiscozen aiutano a inquadrare le differenze tra i codici e le relative implicazioni contributive.

Miniatura di una calcolatrice meccanica in argilla con rulli che mostrano coefficienti 67% e 78%. Un dito artigiano preme un tasto di creta smaltata ocra.

Coefficienti diversi possono portare a un imponibile fiscale molto differente.

Attività di web marketing e casse previdenziali

Un altro aspetto sensibile riguarda l’iscrizione alle casse professionali. Un professionista che apre Partita IVA come consulente web marketing con codice 73.11.02 viene generalmente iscritto alla Gestione Separata INPS. Alcune attività di marketing digitale, se svolte da laureati in discipline economiche e inquadrate come consulenza aziendale (70.22.09), potrebbero tuttavia configurare l’obbligo di iscrizione a una cassa professionale diversa.

La situazione cambia ancora se si svolge anche sviluppo software come attività prevalente. In quel caso entra in gioco il codice primario 62.01.00, con regole proprie rispetto all’esonero IVA e alla contribuzione. Le variabili sono molte e il consiglio più prudente è sempre quello di verificare il codice ATECO con il tuo commercialista di fiducia.

Come integrare il codice ATECO nello sviluppo del business

Una volta scelto il codice corretto, è importante che il sito web e i materiali di presentazione riflettano in modo coerente le attività dichiarate. Se ti presenti come consulente di web marketing (73.11.02) ma mostri nel portfolio solo realizzazioni grafiche (74.10.21), il cliente attento potrebbe notare la differenza e chiedere chiarimenti.

Vale la pena descrivere i propri servizi in modo preciso nelle pagine principali — dalla realizzazione di siti alla consulenza SEO — ed evitare di utilizzare terminologie troppo generiche che potrebbero essere interpretate diversamente dal fisco. La coerenza tra partita IVA, sito web e contratti riduce i rischi e comunica professionalità. Se il sito è stato creato con programmi per realizzare siti web che includono funzionalità di e-commerce, questo aspetto va riflesso anche nella descrizione dell’attività in fattura.

Strumenti SEO e attività di marketing digitale

Chi opera nel web marketing utilizza quotidianamente strumenti digitali per analizzare dati, pianificare strategie e monitorare risultati. Alcuni strumenti sono pensati per freelance, altri per agenzie strutturate con esigenze di reportistica avanzata. La scelta degli strumenti SEO giusti dipende da fattori come scalabilità, integrazione con altri software e costo per singolo progetto. Un professionista che sta iniziando dovrebbe valutare con attenzione l’affidabilità dello strumento e la qualità del supporto, più che la completezza delle funzionalità sulla carta.

Questa attitudine alla selezione e alla valutazione degli strumenti è la stessa che serve per scegliere il codice ATECO: non esiste la risposta universale, ma solo quella più aderente al proprio caso concreto, validata con un commercialista e coerente con ciò che si fa ogni giorno. Quando il sito e il posizionamento SEO diventano il tuo biglietto da visita, anche la scelta del software per realizzare siti web da proporre ai clienti deve essere allineata con la tua classificazione professionale, per evitare contraddizioni in fase di fatturazione.

FAQ

Qual è il codice ATECO più adatto per un consulente web marketing freelance?

Dipende dai servizi effettivamente offerti. Il 73.11.02 copre la conduzione di campagne pubblicitarie, mentre il 62.02.00 è spesso usato per la consulenza SEO tecnica. Per attività creativa legata al web design si utilizza il 74.10.21. È consigliabile verificare la classificazione con il proprio commercialista, perché la scelta condiziona coefficiente di redditività e gestione previdenziale.

Si può cambiare codice ATECO dopo l'apertura della Partita IVA?

Sì, è possibile modificare l'ATECO in qualsiasi momento presentando una dichiarazione di variazione dati all'Agenzia delle Entrate o al Registro Imprese, a seconda della natura giuridica. La modifica non ha effetto retroattivo e deve corrispondere a un cambiamento reale dell'attività svolta.

Il codice ATECO 73.11.02 è compatibile con il regime forfettario?

Sì, il codice 73.11.02 è compatibile con il regime forfettario. Il coefficiente di redditività previsto è del 78%. Prima di adottarlo, verifica sempre con il tuo commercialista che l'attività sia classificabile come conduzione di campagne pubblicitarie e non rientri in altre categorie.

Il tuo sito e la tua strategia di marketing lavorano nella stessa direzione?

Che tu stia per aprire Partita IVA o che tu voglia allineare sito web e servizi al codice ATECO scelto, posso aiutarti a costruire una presenza digitale coerente e pensata per generare contatti in modo concreto. Parliamone senza impegno — è il primo passo per partire con il piede giusto.